E’ da un po’ che non scrivo qualche cosa. Rimedio subito!
La società di oggi tende a colpevolizzare le persone in sovrappeso: “Guarda come sei grasso! E’ perché non sei disciplinato!”
Nel mio lavoro incontro spesso persone che si portano dietro un grosso bagaglio di esperienze negative legate al proprio peso. Mi raccontano di come serpeggi questo sentimento di avversione verso i loro kg in più, di come (anche involontariamente) gli amici e i parenti facciano commenti negativi, che minano l’autostima. Ad esempio, quando cominciano un percorso per migliorare le loro abitudini alimentari e di vita, si sentono dire: “Non stai dimagrendo in fretta! Hai perso poco peso!” oppure “Ma tanto, il problema sarà mantenere il peso che perderai! Mio cugino/fratello/nonno/zio li ha ripresi tutti dopo!”
Chi soffre di sovrappeso (e sono sempre più persone, circa il 31% della popolazione italiana è sovrappeso e circa il 10% soffre di obesità) spesso ha una lunga storia di lotta continua per cercare di ritornare in salute e fidatevi, anche se è semplice inciampare in questo errore, colpevolizzare non aiuta per niente. Anzi peggiora il problema e spesso porta al fallimento di chi intraprende un percorso di questo tipo.
Siamo tutti d’accordo che l’eccesso di cibo sia evitabile e conosciamo tutti quelli che sono i dettami di una dieta sana. E allora per quale motivo chi soffre di sovrappeso non segue queste indicazioni? Sembra così semplice da fuori… e invece no! C’è un infinito mondo di concause che possono portare ad eccedere con il cibo o ad alimentarsi in maniera scorretta: la solitudine, la tristezza, la paura, lo stress, la disattenzione, le modificazioni repentine dello stile di vita (un cambio di lavoro, di città, la nascita di un bimbo ecc.) e mille altri sentimenti umani che tutti abbiamo vissuto e a cui reagiamo in maniera differente a seconda del nostro bagaglio di esperienze vissute.
Senza contare che il sovrappeso, inizialmente frutto di abitudini scorrette, diventa esso stesso la causa dell’aumento ulteriore di peso. Il sovrappeso porta con sé alterazioni metaboliche che a loro volta determinano maggiori rischi per la salute, ma anche più difficoltà a dimagrire. Inoltre, ricominciare a fare attività sportiva, è nettamente più faticoso e spesso associato ad ulteriori esperienze disincentivanti (ad esempio gli sguardi della gente possono generare imbarazzo, in chi è già sofferente emotivamente).
Queste non sono ovviamente scuse per non promuovere un miglioramento delle abitudini di vita, che anzi prima avviene e meglio è. Semmai la riflessione serve per far comprendere che quando stiamo vicini a persone che vogliono intraprendere un percorso simile, dobbiamo incentivarli e motivarli sempre, ponendoci nell’ottica che cambiare sé stessi è uno dei lavori più difficili che ci siano (dopo il lavoro di genitore).
Cosa aiuta davvero? La COMPRENSIONE. Non si diventa perfetti dall’oggi al domani, ci vuole allenamento costante. Un atleta per raggiungere la vetta delle sue potenzialità si deve allenare per anni e anche allora c’è il rischio di sbagliare una gara, di non essere in forma. Siamo umani e commettiamo errori, questo non significa che non possiamo migliorare. E’ importante capire che stare vicino ad una persona che decide di combattere il proprio sovrappeso, significa prima di tutto aiutarla a costruire una base solida di autostima tale per cui sarà in grado, anche se cade, di rialzarsi e riprendere il cammino verso il miglioramento.
Spero di avervi fornito un punto di vista differente su cui riflettere.
Laura
