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IL GUSTO

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Ho letto questo articolo su Vox, dove si racconta di come la frutta e la verdura sia più gustosa in Europa che in America. La ragione sta nel fatto che da noi, il consumatore privilegia il gusto alla grandezza e durevolezza di frutta e verdura e di riflesso chi produce, si concentra ad esaltare questa qualità. In America invece avviene il contrario e il consumatore medio americano purtroppo non conosce il vero gusto di un pomodoro o di una mela.

Così mi è sorta una domanda: può l’assenza di gusto essere un fattore determinante l’aumento di peso?

Siamo tutti abituati a pensare che più il cibo è buono, meno si riesce a limitarlo. Questa è sicuramente una verità, ma il rovescio della medaglia è che più il cibo è insipido, più lo si deve lavorare per renderlo appetibile. Uno Chef sa bene che se il prodotto di base è di alta qualità e ha un gran gusto, meno dovrà essere lavorato per renderlo buono.

Il Maestro Jiro Ono, il più grande “studioso” di Sushi al mondo, ha fatto della ricerca dell’umami uno stile di vita e all’età di 85 anni, guida ancora con passione e rigore il suo ristorante da 10 coperti e 3 stelle Michelin. Suo figlio, altrettanto bravo, tutte le mattine si reca al mercato del pesce e collabora con i venditori per trovare i tagli di qualità più alta. Entrambi infatti sostengono che più il prodotto è qualitativamente alto, più il Sushi si avvicinerà alla perfezione. L’idea è quindi di racchiudere in un solo boccone l’umami, per creare il Sushi perfetto.

Il discorso va trasferito alla vita di tutti i giorni, perché sebbene siamo (fortunatamente) ancora un popolo inflessibile sul gusto del cibo, ci avviamo sempre più velocemente ad assimilare le abitudini Americane. Disabituarsi al gusto vero del cibo, significa non riconoscere un alimento qualitativamente alto, da uno di scarso valore. Distinguere un vero sugo di pomodoro da un’accozzaglia di coloranti, grassi, sale ed esaltatori di sapidità, alla lunga fa la differenza.

In ragione di ciò, in un momento dove la gran parte dei prodotti disponibili al supermercato ci allontana dal gusto vero dei cibi, dobbiamo allenare il nostro senso del gusto, quasi fossimo Jiro, in cerca del taglio di tonno perfetto. Se riusciamo a fare questo, avremo sempre uno strumento utile per riconoscere se sulla nostra tavola finiscono alimenti genuini oppure no.

Inoltre, la filosofia di Jiro Ono è una verità semplice che però va applicata anche a casa propria. Comprare materie prime gustose, comporta maggiore soddisfazione a tavola e al contempo minore necessità di condirle e trasformarle per far sì che diventino buone.

In conclusione, credo che il senso del gusto sia un’arma da non sottovalutare quando si parla di salute.

Laura