Sento spesso dire che la frutta secca è un superalimento, che fa benissimo, che protegge dalle malattie, che va mangiata tutti i giorni.
In generale sono contro la definizione di “superalimenti”, un concetto che estremizza l’alimentazione e che quindi rischia di portare sulla cattiva strada.
Come è successo alla frutta secca, è successo anche ad altri alimenti tipo il cioccolato fondente, i mirtilli, le verdure a foglia verde. Improvvisamente su blog, riviste a tema, telegiornali, talk show, tutti (anche colleghi purtroppo) parlavano di questi alimenti come fossero la panacea di tutti i mali.
Sembrava quasi che mangiandoli si diventasse invincibili, incorruttibili, immortali. La realtà è ovviamente diversa, questi che ho citato (e i prossimi “superalimenti” che verranno) non sono pozioni magiche, bensì nulla più che semplici alimenti un po’ più ricchi di questo o quel nutriente.
Intendiamoci, non sto dicendo che non li dovete mangiare, sto dicendo che come tutto su questo pianeta, hanno pro e contro e che nel quadro di una dieta sana, contribuiscono alla buona salute, se non assunti in eccesso.
Ad esempio la frutta secca è sì ricca di grassi “buoni”, ma è anche tra gli alimenti più grassi e più calorici. In media 100 g di frutta secca come Mandorle, Noci, Nocciole si aggirano attorno alle 600 – 700 kcal.
Diciamo che se una persona è molto attiva, sportiva non ha bisogno di dimagrire e vuole mangiare 30 g di frutta secca al giorno, il problema non si pone. Invece se si è inattivi, si soffre di sovrappeso e si fatica a dimagrire, forse è bene ponderare l’assunzione di frutta secca e optare per quantità minori (o comunque considerarla nel quadro dell’alimentazione giornaliera, valutando bene le dosi), in barba a tutti i ricami e le sviolinate che si sentono in questo periodo su questo alimento.
Questo post è per dirvi di stare attenti ai toni allarmistici o sensazionalistici in tema alimentare, se un alimento è estremizzato per le sue doti positive o per i suoi difetti, probabilmente si sta un po’ esagerando.
