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Le mie Rubriche su Allergie e Intolleranze!

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Come molti di voi sapranno, tengo da un po’ di tempo una rubrica per la pagina facebook Vigevano.city sul tema Alimentazione. Uno degli argomenti che sembrano essere più utili alla comunità è quello delle Intolleranze e delle Allergie alimentari, quindi ci tenevo a riportare in questo post, le mie tre rubriche in merito.

RUBRICA DEL 2 SETTEMBRE PER VIGEVANO.CITY

Settembre, i bimbi tornano a scuola e ricominciano a mangiare nelle mense. AnsaSalute pubblica una notizia interessante: le allergie infantili sono in aumento e le scuole (ma soprattutto le mense) sono poco preparate.

Parte del problema, a mio parere, nasce da una forte confusione sull’argomento. La rubrica di oggi tenta di chiarire il meccanismo su cui l’allergia si fonda.

Innanzi tutto il nostro sistema immunitario si è evoluto per impedire ad agenti patogeni di colonizzarci e ucciderci facilmente. Il principale compito del sistema immunitario è riconoscerli e ucciderli il prima possibile, quando non ci riesce si incappa in un’infezione più ampia, con tutti i sintomi che ne conseguono.

Per riconoscere gli agenti patogeni, il sistema immunitario si serve di alcune molecole dette immunoglobuline. Per capire bene come funziona immaginatevi i lego in cui ogni pezzo è ad incastro con il seguente; le immunoglobuline funzionano alla stessa maniera con i patogeni, ossia li riconoscono perché la loro forma si incastra perfettamente con la forma che hanno alcune molecole che i patogeni espongono sulla propria superficie.

E qui sorge il primo problema! In alcuni di noi il sistema immunitario va in tilt e le immunoglobuline riconoscono anche molecole che per altri sono innocue (ad esempio quelle contenute in determinati cibi). A questo punto il sistema immunitario scatena una risposta infiammatoria potente che può dare vari effetti: eczema atopico, gonfiore delle vie aree superiori e del volto, nei casi più gravi occlusione delle vie aree e morte per soffocamento.

Il secondo problema nasce dal fatto che gli allergeni sono onnipresenti nella nostra vita e allo stesso tempo, l’unico modo per evitare rischi è eliminare ogni contatto con le sostanze a cui si è allergici. In caso di reazione esistono diversi farmaci da assumere (antistaminici e cortisonici), ma è meglio evitare la reazione allergica in partenza.

L’allergia vera e propria non va confusa con quella che generalmente è chiamata “intolleranza” che può essere di varia natura:
• Latte e Latticini sono mal tollerati da alcuni per l’incapacità di digerire il lattosio, uno zucchero contenuto nel latte. Nulla a che vedere con il sistema immunitario.
• Il Glutine (che va molto di moda) rientra nella sfera di competenza del sistema immunitario, ma la natura del problema è complesso e ne parlerò nella prossima rubrica. Vi anticipo però che “intolleranza” è scorretto in questo caso, ma è meglio dire “sensibilità” al glutine.

Le altre intolleranze non meglio identificate (e non riconosciute dalla Scienza) sono più ascrivibili ad una mal digestione. Ad esempio fibre e alimenti ricchi di fibre, pesce crudo, cibi acidi ecc. rientrano in una categoria di alimenti non sempre facilmente digerita da tutti, questo per una nostra particolare conformazione o situazione passeggera (es. una gastrite) che non ha a che fare con le allergie alimentari.

I test per scoprire (o meglio certificare) una allergia alimentare sono molteplici: Prick Test, Scratch Test, Patch Test, Rast Test, Test di Eliminazione, Test di Provocazione Orale in Doppio Cieco. Data la complessità del problema, è importante rivolgersi ad un Allergololo, l’unico Specialista che può, aiutarvi a giungere ad una diagnosi corretta.
Gli unici test validi per riconoscere una intolleranza alimentare sono quelli relativi all’intolleranza al Lattosio (Breath Test o il più costoso test genetico) e quelli relativi alla sensibilità al glutine (prelievo di sangue e valutazione della presenza di Anti-Endomisio, Anti-Transglutamminasi, Anti-Gliadina). Gli altri test sono molto imprecisi, per intenderci rischiate di non mangiare più un alimento per voi innocuo e allo stesso tempo rischiate di non scoprire la causa per cui non state bene.

RUBRICA DEL 11 SETTEMBRE PER VIGEVANO.CITY

Sensibilità al Glutine e Celiachia. La scorsa rubrica abbiamo parlato di allergie in generale, oggi invece parliamo di un caso particolare e cerchiamo di capire la causa del problema.

Ricordate l’esempio dei lego? Una parte di popolazione è geneticamente predisposta a produrre immunoglobuline più responsive nei confronti del glutine ed è quindi detta “sensibile al glutine”. Una sensibilità al glutine non è però indice di malattia Celiaca. In compenso, se risultate negativi al test per la sensibilità al glutine di cui parlavamo nella rubrica precedente, potete escludere problemi nel mangiare i cereali nostrani e le farine da cui derivano.

Come si passa da Sensibilità al Glutine a Celiachia? Subentra in alcuni casi un meccanismo autoimmune, dato che il Glutine è molto simile ad alcune molecole che noi stessi esprimiamo nella nostra mucosa intestinale. Quindi il sistema immunitario percepisce l’intestino come pieno zeppo di patogeni e reagisce scatenando una reazione infiammatoria che distrugge progressivamente la mucosa intestinale.

Fortunatamente nei pazienti celiaci si nota che con una dieta priva di glutine, le immunoglobuline impazzite (Anti-Endomisio, Anti-Transglutamminasi e Anti-Gliadina) tendono a scomparire e i sintomi maggiori diminuiscono progressivamente. Se la patologia viene diagnosticata presto, la mucosa intestinale subisce un danno minore, mentre se passano molti anni (e questo succedeva spesso quando ancora non si sapeva dell’esistenza della Celiachia) l’intestino può essere più compromesso e il paziente può avere difficoltà digestive maggiori, anche in assenza di glutine.

Oltre al prelievo di sangue, utile per diagnosticare una Sensibilità al Glutine, per la Celiachia va fatta anche una gastroscopia per certificare lo stato dell’intestino e capire se possono esserci complicanze legate al malassorbimento (carenze di vitamine e di sali minerali ad esempio).

Nel caso in cui soffriate di Sensibilità al Glutine è bene che lo eliminiate dalla dieta, in quanto siete più predisposti a sviluppare Celichia rispetto alla popolazione generale. Piccole quantità di Glutine tuttavia, non sono pericolose, come nel caso della Celiachia.

Dove si trova?

Frumento, Grano (compresi Kamut o Khorasan e Monococco), Farro, Orzo, Avena, Segale, Spelta, Triticale e tutti i derivati di questi cereali (farine, biscotti, pizze, focacce, torte, pasta, pane ecc.)

Dove è assente?

Nei secondi non lavorati (sui prodotti industriali è sempre bene accertarsi della sua assenza)
Nei cereali e simili naturalmente privi: Riso, Mais, Grano Saraceno, Amaranto, Manioca, Miglio, Quinoa, Sorgo, Teff (sempre non lavorati).
Nei prodotti lavorati industrialmente ma certificati per l’assenza di glutine (quindi con la dicitura “Gluten Free” o con la Spiga Barrata)

Annoso problema è poi la questione religiosa. L’Ostia infatti è necessariamente composta da farina di frumento contenente quindi glutine. Esistono alcune tipologie di Ostia con poco glutine, ma non Gluten Free, dato che la Chiesa Cattolica afferma che perché l’Eucarestia sia valida, l’Ostia deve essere di Grano. Questione ancora più complessa per i Sacerdoti, che devono assumere tassativamente l’Ostia durante la celebrazione della Messa, affinché il rito sia completo. A questo proposito la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato: “Data la centralità della celebrazione eucaristica nella vita sacerdotale, si deve essere molto cauti prima di ammettere al presbiterato candidati che non possono assumere senza grave danno il glutine o l’alcool etilico”.

Ecco quindi una semplificazione dei molteplici aspetti legati alla Sensibilità al Glutine e alla Celiachia. Considerando la problematica, vi invito a non prendere sotto gamba una eventuale sensibilità e allo stesso tempo a non cedere alla moda del Gluten Free nel caso non risultiate né Celiaci né tantomeno sensibili.

RUBRICA DEL 2 OTTOBRE PER VIGEVANO.CITY

Se avete letto le mie precedenti rubriche su Vigevano.city, ricorderete la questione relativa al riconoscimento errato da parte del Sistema Immunitario, di molecole comunemente innocue, che diventano causa di fenomeni allergici con sintomatologia differente a seconda dei casi.

Bene, questa è la base scientifica su cui i test validati (e quindi precisi e affidabili) si basano. In pratica, i test validati fanno in modo di scatenare in voi o nel vostro sangue la stessa risposta allergica che avreste naturalmente. Risultano positivi nel caso in cui il vostro Sistema Immunitario sia reattivo alle molecole con cui vi si mette in contatto durante il test, risultano negativi se succede il contrario.

Tutti gli altri test forniscono risultati inutili, perché non accurati, né precisi. Tra questi:
– test della forza muscolare
– test del capello
– i test elettrodermici
– i test legati alla lettura dell’iride
– le autodiagnosi (“ho mangiato la lattuga, non sono stato bene, quindi sono allergico alla lattuga”)
– i test sulle intolleranze alimentari che però stimano la quota di IgG4 (che fanno parte sì delle molecole del Sistema Immunitario, ma sono comunemente reattive in tutta la popolazione e la cui reattività è innocua e normale. I test di questo tipo, in pratica, vi fanno risultare “intolleranti” potenzialmente a qualunque cibo)
– VEGA-test, Test Citotossico ecc.

E qui nasce un grosso problema! Molti laboratori di analisi, complice la “moda” delle allergie, pubblicizzano alcuni di questi test. L’abuso di queste tipologie di test fa sprecare ben 300 milioni di euro l’anno, motivo per cui sono nate le linee guida della Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica, che mette al bando tutti i test fasulli.

Se, fidandovi di chi ritenevate esperto in materia, vi siete sottoposti ad uno dei test citati in precedenza, vi consiglio quindi di rivalutare la vostra situazione clinica. Chiedete informazioni ad un Allergologo, che saprà indicarvi i test giusti da fare. Appurata una eventuale allergia alimentare, potrete fare la dieta corretta per voi, non privandovi inutilmente di alimenti a cui non siete né intolleranti, né allergici.